
Oggetto: Il caso "Battisti" - protesta di una vittima del terrorismo all'Ambasciatore Brasiliano in Italia.. Si trasmette una mia lettera di protesta all’Ambasciatore Brasiliano in Italia. Grazie dell’attenzione e buon anno.
A.Iosa
Ill.mo e Caro Ambasciatore Brasiliano
Mi appello a Lei per esprimere la mia profonda amarezza e indignazione per lo’ stupefacente comportamento del Presidente del Brasile, Ignacio Lula, per il suo no all’estradizione del criminale Battisti in Italia, condannato per 4 omicidi. Proteggere un terrorista per falsi “motivi umanitari”, in dispregio non solo della Giustizia Italiana, ma soprattutto di tutti i familiari delle vittime del terrorismo, è un grave atto contro il diritto di umanità e di rispetto per i caduti e i loro familiari. In Italia è sempre esistita la civiltà del diritto che ha sconfitto il terrorismo con la capacità di riorganizzazione dei Servizi di Sicurezza e con processi che hanno sempre garantito i diritti di difesa dei rivoluzionari armati di destra e di sinistra. In Italia non esiste la pena dell’ergastolo, in quanto oggi la totalità degli ex terroristi di sinistra e di destra, condannati a tale pena, sono tutti liberi e hanno beneficiato di leggi approvate dal Parlamento della nostra Repubblica che hanno consentito la liberazione di tutti gli ex terroristi. Solo il killer Battisti, dal sorriso beffardo, teme inesistenti vendette e irride alle due condanne all’ergastolo, beffandosi dei suoi stessi compagni che hanno espiato la loro pena e ora sono cittadini liberi. Sono convinto che il suo rientro in Italia avrebbe fatto nascere un vivace scontro politico interno, fra chi avrebbe chiesto una espiazione carceraria simbolica, per essere rimesso dopo pochi anni in libertà, e chi come i fiancheggiatori o protettori degli ex militanti della lotta armata, come gli attuali partitini di estrema sinistra extraparlamentari e, soprattutto i gruppi dei giovani dei Centri sociali o anarchici italiani, pronti a dare ampia solidarietà al Battisti, incuranti delle proteste e del dolore dei familiari delle vittime, che hanno assistito sgomenti di fronte al’ignobile e offensivo comportamento del Presidente Lula.
Come vittima delle brigate rosse, ferito in un attentato del 1° aprile 1980, rinnovo la mia amicizia al Grande Popolo Brasiliano. Esprimo tutta la mia indignazione per il gesto del Presidente Lula , che offende la verità, la memoria delle 4 vittime e la richiesta di giustizia da parte di tutti i familiari delle vittime del terrorismo italiane.
Siamo certi che l’Ambasciata brasiliana in Italia saprà interpretare la mia indicibile sofferenza e personale contrarietà ad un atto del Presidente Lula, che ha dimostrato di avere più a cuore la sorte di un carnefice strafottente, piuttosto che la sofferenza dei familiari delle vittime. Non può Lula disprezzare le sentenze emesse dalla Magistratura italiana che ha operato in un regime garanzie democratiche, applicando la civiltà del diritto, contro tutti i militanti del terrorismo, compreso il killer Battisti.
Grazie per l’attenzione
Antonio Iosa vittima delle brigate rosse
rio.. merza..il triangolo lariano: Eccoci nel 2011.. ciao lettori.. è l'anno della sv...: "Da: mashasirago@tiscali.it Data: gennaio/2011 18.21 A: Ogg: R: a Sergio Merzario da.. rio da Tiffany! Mostra.. tutto Gennaio 2011? Complimenti! Intanto Buon ..."
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